- Da Don Nicola Ciarapica, salesiano missionario ad Onitsha -.

Don NicolaLa domanda non è retorica leggendo quotidianamente gli articoli pubblicati sui giornali locali della Nigeria. Un esempio per capire: “Un noto commerciante di Onitsha, in viaggio verso Lagos alla guida della sua auto, è rimasto coinvolto in un violento scontro contro un pullman di linea. L’uomo, subito soccorso e trasportato con urgenza all’ospedale di Benin (General Hospital) è deceduto nell’attesa di ricevere le cure del dottore che si è rifiutato di intervenire sul paziente prima di ricevere la somma per le spese mediche che i familiari del paziente avrebbero dovuto pagare in anticipo” (Fonte The Guardian, Onitsha, 24 Aprile 2008).

È difficile esprimere un giudizio il più possibile oggettivo di fronte a fatti di questo genere soprattutto considerando quanto sia oneroso per la maggior parte della popolazione nigeriana sostenere i costi per le cure ospedaliere.

La mia esperienza di missionario salesiano conferma quanto sia difficile per molte famiglie di Onitsha pagare le spese per un familiare malato (si pensi ai numerosi e frequenti casi di malaria o di tifo). Spesso mi sono trovato di fronte a richieste di aiuto da parte di genitori che non avevano abbastanza soldi per pagare le medicine necessarie per curare uno dei figli malati e al tempo stesso per mantenere la famiglia numerosa. In simili circostanze, senza un supporto esterno, la famiglia è costretta a lasciare alla natura il decorso degli eventi secondo le leggi di una “selezione” del più forte e più fortunato tra i discendenti.

Ancora più delicata è la situazione relativa ai cosiddetti “farmaci contraffatti”. La Nigeria infatti è nota nel resto dell'Africa come patria dei farmaci contraffatti (pessima fama confermata da uno studio condotto dal Nafdac (Agenzia Nigeriana predisposta per il controllo sui farmaci e sulla nutrizione) nel 2001 dal quale risulta che più del 60% dei campioni prelevati nei mercati non è regolarmente registrato), settore economico più redditizio dopo il petrolio, strettamente controllato da potenti cartelli mafiosi che producono, mettono in vendita ed esportano le cosiddette “medicine”.
Un problema che non riguarda tanto la questione dei brevetti - anche se forse è proprio l'appoggio dei grandi marchi internazionali a mantenere in vita questo tipo di mercato - quanto l'efficacia delle cure. Di farmaci contraffatti in Africa si muore: avvelenati da una partita contaminata, scaduta oppure semplicemente inefficace.

aggdora_akunyiliFortunatamente in questa situazione, che defineremmo “di mala sanità”, ci sono anche ottimi esempi di chi si comporta in modo diametralmente opposto lavorando, anche a rischio della propria vita, per cambiare lo stato attuale delle cose. Un esempio è quello di Dora Akunyili (Dora Akunyili, nella foto, nata nel 1954 In un villaggio dello Stato di Anambra – Sud Nigeria, ha sperimentato in prima persona la pericolosità dei farmaci contraffatti in quanto sua sorella, Vivian, diabetica, è morta dopo un'iniezione di finta insulina), funzionaria alla guida della Nafdac (nominata nel 2001 dall’ex Presidente Obasanjo), che si è dimostrata incorruttibile quanto inflessibile nel chiudere mercati e fabbriche (solo nel mercato di Onitsha sono stati sequestrati oltre 2 container di medicine illegali), nel requisire farmaci contraffatti, nell'arrestare trafficanti e nel combattere duramente le attività illegali non solo dei mafiosi ma anche delle grandi compagnie come la Nestlè (colpevole di vendere in Nigeria latte scaduto) o le fabbriche cinesi, pakistane e indiane che riversano in Africa il loro materiale di scarto. Inoltre sta lavorando assiduamente per ristrutturare l'intero sistema di distribuzione dei farmaci in modo da garantire maggiori controlli e sta cercando di fare approvare una legislazione più dura nei confronti dei produttori di medicine contraffatte (che attualmente pagano soltanto multe). In pochi anni Dora è così riuscita ad abbattere del 20% il numero delle medicine contraffatte in circolazione, salvando parecchie vite e spianando la strada ai produttori onesti del suo paese.

Mons. Valerian OkekeInfine anche l’Arcidiocesi di Onitsha, grazie all’Arcivescovo SE Mons. Valerian Okeke, sta lavorando per combattere il mercato dei farmaci contraffatti attraverso l’allestimento di una farmacia dove è possibile acquistare medicine sicure da contraffazioni o manipolazioni illegali.

Tratto da http://www.donbosconigeria.org