Visione globale delle attività, nel settore dell’AIDS, dei religiosi Camilliani

P. Jacques Simporé, Consultore Generale

simpore

Se il cuore di san Camillo pulsa ovunque viene curato un malato, esso arde maggiormente dove si assistono gli ultimi. Nel tempo di Camillo, il XVI secolo, c’erano focolai di peste, qua e là in Europa, particolarmente in Italia: Roma (1590-1591), Napoli (1656), Genova (1656-1657), Milano (1630). Diverse centinaia di giovani camilliani, martiri della carità, persero la loro vita curando gli appestati. L’Ordine dei Camilliani si è sviluppato nella cura dei malati negli ospedali, dei feriti nelle guerre e aiutando le popolazioni durante le calamità. Oggi abbiamo quella che è stata, al suo apparire, definita una nuova peste: l’AIDS. I Camilliani, fedeli al loro carisma, non potevano rimanere indietro nella lotta multiforme contro questa nuova infezione patologica. Una lotta che i religiosi Camilliani affrontano ormai su 40 nazioni, nei cinque continenti, grazie alla presenza attiva di 25 centri per malati di AIDS. Fin dall’inizio della comparsa e sviluppo di questa malattia negli anni 80, i Camilliani nei loro centri di cura in Europa, Asia, Africa e America Latina, hanno appoggiato diversi governi nella lotta contro l’AIDS, sviluppando più progetti:

1. Prevenzione dell’AIDS: educazione e sensibilizzazione dei giovani, formazione e informazione sulle vie di trasmissione dell’HIV.cuore

2. Prevenzione della trasmissione dell’HIV Madre-Bambino (PTMB-HIV).

3. Centri sentinelle (centri di sorveglianza) e di screening dell’HIV.

4. Centri di Accoglienza e di solidarietà: presa in carico medica, psicologica e spirituale dei malati infetti ed affetti dall’AIDS.

5. Sostegno umano, finanziario e integrazione sociale degli orfani di genitori morti da AIDS.

6. Ricerca sui farmaci e sul vaccino contro l’HIV/AIDS.

Prima del 1995, poche strutture camilliane nelle missioni nei paesi in via di sviluppo, potevano diagnosticare l’HIV poiché i reagenti per ELISA o il Western blot erano molto cari e la tecnica non ancora di comune accesso. Agli inizi degli anni ‘90 alcune strutture camilliane o fondate da religiosi Camiliani (ad esempio, Associazione Tenda di Cristo, Comunità Piccolo Gregge, Associazione Missionari Cuore Immacolato di Maria, etc) si sono aperte all’accoglienza dei malati di AIDS, soprattutto nel mondo occidentale. In Europa alcune case disponevano anche dei farmaci antiretrovirali (ARV) per i loro pazienti. Nel 1997, si è svolto a Roma il I Convegno Internazionale Camilliano sull’AIDS, promosso dalla Segreteria Generale del Ministero Camilliano, che ha visto riuniti medici, ricercatori e formatori Camilliani dei Centri di Pastorale Sanitaria di oltre 40 paesi del mondo, uniti verso un comune obiettivo: combattere l’AIDS.

La maggior parte delle nostre strutture sull’AIDS nel terzo mondo si sono costituite negli anni 2000-2001.

La tabella I e l’allegato A presentano rispettivamente la statistica dei malati accolti e la lista dei 23 centri Camilliani d’accoglienza e di terapia dell’AIDS sparsi nel mondo.

 

tabella

 

PROBLEMATICA DEI CENTRI CAMILLIANI DI CURA E ATTENZIONE AI MALATI IN STATO DI AIDS

I malati di AIDS che vengono da noi sono poveri e di conseguenza non hanno soldi pe curarsi. I religiosi camilliani contano solo sui loro benefattori per gestire economicamente questi centri totalmente dedicati ai poveri colpiti da HIV. I problemi più grossi da risolvere sono:

– la carenza dei farmaci antiretrovirali;

– l’acquisto dei reagenti di laboratorio per eseguire la conta CD4/CD8 e carica virale;

– il costo del ricovero: vitto e alloggio;

– la formazione del personale sanitario.

“I loro padri hanno mangiato l’uva acerba e i denti dei loro figli si sono allegati”? (Ez 18, 2- 3).

Al di là delle sofferenze fisiche, psichiche, familiari e sociali che provoca l’AIDS, è la trasmissione verticale dell’HIV (TMB-HIV) madre- figlio a costituire oggi la grande sfida per la scienza e per la Chiesa Cattolica, chiamate a farsi protettrici della vita umana. I Camilliani, membri attivi della Chiesa, sono per vocazione e per carisma, promotori e protagonisti della vita. È stato naturale per loro entrare nei diversi programmi nazionali e internazionali e lottare contro l’AIDS.

La maggior parte di coloro che si infettano dell’HIV nel mondo oggi sono i poveri e gli emarginati che vivono nella più totale miseria. Educare, formare, istruire e curare i poveri costituiscono una priorità nel ministero dei camilliani. Infatti, se il cuore di san Camillo pulsa ovunque viene curato un malato, esso arde maggiormente dove si assistono gli ultimi. Non c’è speranza senza paura, come non c’è paura senza speranza. Nell’epoca della globalizzazione, della mondializzazione e della cooperazione internazionale, una cosa diventa certa: verrà un giorno in cui l’AIDS scomparirà dalla faccia della terra lasciando all’umanità cicatrici di amore tra gli uomini e segni di solidarietà tra i popoli.

Centri di cura HIV AIDS dei Camilliani nel mondo

camondo