"Più cuore in quelle mani... 
Nel malato c'è la persona stessa di Gesù Cristo..."

San Camillo De Lellis

San Camillo

In Burkina Faso i Camilliani ci sono dall’ottobre 1966. Ad invitarli era stato il cardinal Paolo Zoungrana, arcivescovo di Ouagadougou e padre conciliare al Vaticano II. Per primi, arrivarono in tre, con la benedizione di Papa Paolo VI, i padri Lino Del Zingaro, Gaetano De Sanctis e Fernando D’Urbano. Superando le inevitabili difficoltà iniziali, i tre misero le basi di una fondazione che si è ormai abbondantemente sviluppata. Oggi, in Burkina Faso, i Camilliani sono presenti con una delegazione della Provincia Romana - attualmente guidata da padre Jacques Simporé - che ha presenze multiformi.

Le attività sanitarie

La tradizionale intraprendenza dei camilliani in campo sanitario - più che mai necessaria in un Paese dalla precaria economia e dalla situazione medica ancora insufficiente, soprattutto nelle zone di campagna - è assicurata attraverso molteplici iniziative: il Centro medico di Ouagadougou, una vera e propria cittadella della salute, il Centro medico di Nanoro, di recente completamente ristrutturato ed ampliato secondo moderni criteri. Il poliambulatorio di Kossiam, in zona agricola, è diretto da fratel Mathieu Michel: accoglie circa 200 persone al giorno. L’attività in campo sanitario è completata dall’opera di un singolare Camilliano, fratel Vincenzo Luise.fra Vincenzo Luise Inserito nella comunità di Ouaga, fratel Vincenzo potrebbe essere definito un “operatore di strada”. Infatti lui i suoi assistiti non li trova nei recinti ospedalieri, ma se li va a cercare, di casa in casa, di vicolo in vicolo. È in corso di avanzata realizzazione un grosso centro, alla periferia della capitale, per accogliervi i malati di AIDS senza assistenza. Inutile ripetere che l’AIDS è attualmente una delle preoccupazioni principali in campo sanitario qui, come in altri Pesi dell’Africa. Padre Simporé, che è anche docente universitario di biologia e consulente dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), sta conducendo una grande campagna di prevenP.Vincenzozione contro la drepanocitosi, una malattia molto diffusa in queste parti dell’Africa. Straordinario sponsor della campagna è la Conferenza episcopale italiana.

Le attività pastorali

Ai camilliani è affidata anche una parrocchia, una grande parrocchia di Ouagadougou, in periferia. La grande chiesa, le case parrocchiali sorgono dentro i confini della “cittadella”. Parroco è padre Celestino Di Giovambattista, coadiuvato da padre Pascal Béré e da padre Célestin Poya, due camilliani burkinabé cresciuti “in casa”. L’impegno della parrocchia è notevole: si tratta di servire un territorio di 20 km di diametro.burk Le celebrazioni eucaristiche quotidiane, la catechesi dei più piccoli e degli adulti, la formazione di animatori liturgici e del coro che accompagna le varie celebrazioni, la cura spirituale a domicilio dei malati e degli anziani, l’amministrazione dei sacramenti, tutto il normale lavorio che occupa e preoccupa una normale parrocchia, è qui svolto in condizioni che sono ad un tempo difficili ma anche molto gratificanti. Ogni mattina, alle 5.30 ed alle 6, si celebrano due Messe in uno degli altari secondari della grande chiesaparrocchiale ottagonale che ha sostituito da qualche anno quella più modesta nelle proporzioni (ed anche più schematica nell’architettura) costruita ai tempi del primo insediamento. Questo è l’inizio della giornata di padre Celestino e dei suoi collaboratori, che si chiuderà verso la mezzanotte, quando da uno dei saloncini parrocchiali sarà uscito l’ultimo catecumeno. Per tutto il giorno parroco e coadiutori non sono quasi mai reperibili alla casa della comunità, dove arrivano alla spicciolata, trafelati (e in ritardo) unicamente per i pasti, consumati in fretta anche se in allegria. burkUn’altra attività pastorale può essere considerato il servizio di cappellania all’Ospedale civile di Ouagadougou. Se padre Edgar Yameogo limitasse la sua presenza all’assistenza spirituale dei cattolici, non avrebbe gran che da fare. Ma da buon figlio di San Camillo, fa anche da assistente sociale a tutti i più poveri fra i malati, garantendo medicinali, vestiario, alimenti, sostegno nel disbrigo delle pratiche burocratiche. Fra le attività pastorali possiamo annoverare quella di padre Eligio Castaldo nella prigione di Ouagadougou, dove assicura l’assistenza spirituale ai detenuti cattolici; senza dimenticare gli altri, ai quali fornisce aiuti in vitto, vestiario e istruzione. Ma non solo: per dare un minimo di sollievo ad una condizione di per sé infelice, padre Eligio si occupa anche delle pause di distensione dei carcerati e del loro aggiornamento culturale, attraverso la proiezione di film e documentari.

burkL'attività formativa e culturale

La terza grande preoccupazione camilliana è la formazione di religiosi burkinabé. C’è una notevole “messe” di vocazioni. Per la formazione di questi giovani sono stati costruiti due seminari. Un seminario minore (detto “Juvénat”) che accoglie giovani dalla prima media alla terza liceo; uno studentato (lo “Scolasticat”) al quale vengono indirizzati i ragazzi usciti dal seminario minore per portare a termine la loro formazione. Per questi ultimi le lezioni non si tengono “in casa”: sono inviati presso i due seminari maggiori diocesani e le scuole superiori statali. A questa attività formativa specifica per i camilliani, è da aggiungere un’ampia e variegata promozione culturale. A Ouaga i camilliani gestiscono un Centro di Pastorale sanitaria, creato nel 1996 e diventato in breve un punto di riferimento ineludibile per tutta la chiesa cattolica del Burkina.In attesa che vi si organizzino corsi regolari, si tengono incontri, conferenze, seminari. Il Centro possiede inoltre una (abbastanza) ricca biblioteca specializzata nel settore pastorale sanitario. Sempre nel campo culturale, c’è un’altra attività particolarmente benemerita. Come già detto in altra parte, sono poche le case private, anche di Ouaga, che hanno installato l’energia elettrica. Gli studenti non riescono, senza illuminazione, a studiare la sera (e ai tropici il sole cala di botto alle sei del pomeriggio). Non è quindi raro vedere gruppetti di giovani muniti di libri e lavagnette, raccolti intorno a lampioni stradali oburk altre fonti pubbliche di illuminazione. Per dare qualche chance e qualche piccola comodità in più ai tanti, tantissimi giovani burkinabé desiderosi di studiare, la parrocchia camilliana ha messo a disposizione due grandi locali (uno era l’ex chiesa parrocchiale) attrezzati con grandi lavagne a parete e provvisti di luce elettrica, nei quali i ragazzi possono studiare dopo il tramonto (fino a ore piccole: come “spazzare via” questi ragazzi tanto desiderosi di approfondire le proprie conoscenze?). Annessa ai due centri (o foyer) anche una biblioteca discretamente fornita. Vengono poi indetti incontri su temi particolari; ad esempio, nel 1998, padre François Sedgo (impegnato a Nanoro) ha organizzato un seminario internazionale sull’HIV-AIDS. Oltre a padre Simporé, docente all’università di Ouga, sono impegnati nell’insegnamento fuori dai “recinti camilliani” i padri Sedgo, Nabollé e Castaldo, docenti di sei seminari maggiori di Ouaga. Inoltre, padre Simporé, padre Sedgo e padre Salvatore Pignatelli (direttore del centro medico di Ouaga) sono spesso chiamati ad offrire anche in campo internazionale le loro rispettive competenze. Questo non è che lo “scheletro portante” dell’attività della missione camilliana: perché ciascun religioso svolge una serie di piccole incombenze “sommerse” in aiuto dei più poveri, come le adozioni a distanza, la cura dei malati a domicilio, il sostegno spirituale alla comunità delle Figlie di San Camillo…

 

 

ADOZIONI A DISTANZA

burkburkChe bello sarebbe se tante persone potessero prendere un bambino per mano (lasciandolo nella sua terra), per sorreggerlo mentre percorre la sua strada, nel suo ambiente. Avrebbe la possibilità di studiare, crescere e anche di giocare... bastano soltanto pochi euro al mese...

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