“DONARE PER CURARE”


Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci Rapporto 2014

 

 

IL RAPPORTO IN SINTESI

 

Con ODF - Osservatorio nazionale sulla Donazione Farmaci, la Fondazione Banco Farmaceutico (FBF) propone la prima fonte di conoscenza pubblica permanente sui temi della povertà sanitaria.

 

donaColmando un vuoto non riempito dalle fonti ufficiali, ODF utilizza informazioni innovative, sfruttando i dati provenienti dalla Giornata di Raccolta del Farmaco annuale (GRF), dalle donazioni delle aziende farmaceutiche, dai sistemi di monitoraggio dei quasi 1.600 enti caritativi che fanno parte della rete servita da Banco Farmaceutico.

 

Per la prima volta viene presentata un’analisi farmaco-epidemiologica, per comprendere il bisogno di salute della popolazione indigente aiutata dalla rete di Banco Farmaceutico.

 

Dal 2007 al 2013 la povertà assoluta è cresciuta di circa il 93%, arrivando a interessare il 7.9% delle famiglie e il 9,9% della popolazione, ovvero oltre 6 milioni di persone.

 

Nelle famiglie povere si spendono in media 15,89 euro al mese per la sanità (pari all’1,8% dell’intero budget familiare), rispetto agli 88,15 euro spesi in media dalle famiglie italiane (pari al 3,6% dell’intero budget familiare). Nel 2006 le famiglie povere spendevano poco meno di 12 euro al mese, pari all’1,7% dell’intero budget di spesa.

 

All’interno di questa spesa, circa 11,20 euro sui 16 complessivi (70%) sono dedicati all’acquisto di farmaci. Si tratta di un’incidenza decisamente superiore rispetto alla media delle famiglie italiane, che spendono invece 40,38 euro al mese (46%) in farmaci.

 

Complessivamente ogni mese le famiglie povere italiane spendono dunque 22,7 milioni di euro per acquistare farmaci (+1 mln rispetto all’anno precedente), pari al 3,4% della spesa privata farmaceutica complessiva.

 

Negli ultimi anni sono cresciuti moltissimi i quantitativi di farmaci donati: sono già 915.000 nei primi sei mesi del 2014, un dato simile a quanto raccolto in tutto il 2013 e quasi raddoppiato rispetto al 2012.

 

Questo aumento è dovuto da un lato alla crescita delle donazioni durante la GRF (+20%), dall’altro alla forte crescita delle donazioni aziendali (+127%).

 

Nel I semestre 2014 sono stati raccolti farmaci per un valore di 6,7 milioni di euro (erano 4 milioni nel 2012)

 

Un’analisi su un campione di enti permette per la prima volta di analizzare il profilo farmaco-epidemiologico della popolazione assistita dalla rete Banco Farmaceutico.

 

Nel I semestre 2014 sono state dispensate 875mila dosi giornaliere di farmaci (DDD).

 

Le malattie respiratorie sono le più frequentemente dichiarate dagli enti (46% dei casi) e presentano il maggior numero di dosi giornaliere dispensate (20,5 DDD/1000 pazienti/die). Seguono le malattie gastrointestinali (31% con 6,1 DDD) e quelle cardiovascolari ( 27% con 6 DDD).

 

Gli indigenti presentano dunque un profilo epidemiologico differente rispetto alla media della popolazione, dove la massima diffusione è delle patologie cardiovascolari.

 

Tra le patologie che gli enti non riescono a trattare ci sono soprattutto quelle psichiatriche e gine/urologiche.

 

Nel solo I semestre 2014 la Fondazione Banco Farmaceutico ha ricevuto, accettato e distribuito oltre 540mila confezioni dalle 23 aziende convenzionate. In tutto il 2013 erano state 571mila.

 

Se nel 2011 si trattava quasi esclusivamente di farmaci non rimborsati dal SSN e di farmaci da banco, nel 2014 si registra una maggior varietà: 8,6% rimborsati, 52,7% non rimborsati (con prescrizione e da banco), 9,4% integratori, 29,4% prodotti non farmacologici (garze, bende, siringhe ecc).

 

Nel 2014 hanno aderito alla GRF 3.558 farmacie, distribuite in tutte le regioni a eccezione del Molise. Rispetto al 2013 sono cresciute del 5,7%. Il tasso di adesione delle farmacie è risultato più consistente al Nord (circa il 29%), rispetto ad una media nazionale di 19,7 farmacie aderenti ogni 100.

 

Complessivamente nelle farmacie sono state raccolte circa 360mila confezioni, con una crescita del 3,1% rispetto al 2013. Il valore del donato è stato di quasi 2,5 milioni. Quasi metà delle confezioni è stata raccolta nel Nord-ovest, dove si registra il più elevato tasso di partecipazione delle farmacie. Ciò nonostante, l’aumento di raccolto più significativo si è registrato al Sud (+22,3%).

 

Il trend di forte crescita della povertà ha però aumentato la forbice tra bisogno e capacità di risposta attraverso le donazioni. Se nel 2007 la GRF riusciva a coprire quasi il 55% delle richieste, nel 2013 la copertura della domanda degli enti è scesa al 44%. Il picco di capacità di risposta è stato raggiunto del 2011 (65,1%).

 

Il maggior numero di donatori si è avuto in Valle d’Aosta (573 ogni 10mila abitanti), al Sud svetta l’Abruzzo con un valore (342 donatori ogni 10mila abitanti) che supera quello di quasi tutte le regioni del Nord.

 

Nella GRF le due categorie di farmaci più donate sono stati gli analgesici e antipiretici (32,8%) e antiinfiammatori orali (12,2%).

 

Le donazioni raccolte dalla FBF sono state utili per rispondere ai bisogni di 1.576 enti caritativi, diffusi soprattutto nel Nord ovest (37,7%) e Nord est (28%). Gli enti sono cresciuti del 4,6% rispetto al 2013, con aumenti molto rilevanti nel Centro e nel Sud. Si tratta del 20,2% del totale degli enti di identica tipologia censiti dall’ISTAT.

 

Questi enti hanno aiutato nel 2014 oltre 410mila persone assistite, con una prevalenza al Nord ovest (35,4%).

 

Il 51,2% sono uomini e il 56,3% sono stranieri. Cambia dunque il trend, che negli ultimi due anni aveva visto una presenza maggioritaria di donne e italiani.

 

I minori di 18 anni sono quasi il 21% del totale, gli anziani il 18,5%: più diffusi i minorenni tra gli stranieri (23,2%), mentre tra gli italiani c’è una presenza di ultra 65enni di 9 punti sopra la media (27,5%).

 

I malati cronici, di lunga durata o con patologie di tipo degenerativo sono il 25,6%.

 

Nel 2014 hanno partecipato alla GRF 13mila volontari. Il record di partecipazione si è avuto nel Nord ovest (42,4%), dove però era anche maggiore la partecipazione delle farmacie.

 

Si tratta in prevalenza di adulti tra i 35 e i 64 anni (54,4%) e di anziani (16,9%). I giovani sotto i 25 anni sono più presenti nelle Isole (25,1%) e del Nord ovest (17,8%).

 

Quasi il 33% dei volontari sono laureati, il 40°% sono invece diplomati.

 

Si tratta in prevalenza di persone con un lavoro dipendente (43,3%) o pensionati (22,4%). Il 16,3% sono studenti. Infine, l’8,2% dei volontari alla GRF risultava essere disoccupato: la risposta al bisogno viene anche da chi è in difficoltà a causa della crisi.