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In occasione del Nuovo Anno,  ecco l’intervista al vicedirettore della Caritas della diocesi di Frascati, il dott. Sandro Franciosa:


 

 

 

Come è impegnata la Caritas diocesana verso i bisognosi?

E’ impegnata, da sempre, a offrire le proprie strutture, servizi e la disponibilità di proprio personale, laico e religioso, per alleviare le sofferenze, sia fisiche che spirituali delle persone, che risiedono sul nostro territorio tuscolano, nel rispetto della dignità di ogni persona e di tutta la persona.

Come sta funzionando il nuovo dormitorio emergenza notte, collocato in Frascati a Capocroce?
Da quando è venuto il freddo, esso s’è riempito, in tutti i suoi trentadue posti, per cui già da tempo, non c’è più alcun posto disponibile.

Esistono norme per accedere al dormitorio?

L’unica fondamentale esigenza che si richiede a quanti vogliono usufruirne,  è il rispetto di sé e degli altri fruitori del dormitorio. In tal senso, in sintonia con il passato e d’accordo con la Caritas nazionale, è richiesta una preventiva visita medica, eseguita dal personale Asl per salvaguardare la salute di ogni persona: richiedente, ospiti e volontari.

Essendo il dormitorio pieno attualmente, esiste per caso una lista di attesa?

Sì purtroppo;  attualmente esiste una lista di attesa di 5-6 persone, che attendono…Anzi tale lista di attesa è destinata ad aumentare in futuro, soprattutto se le condizioni atmosferiche dovessero peggiorare.
Essendo pertanto questo dormitorio insufficiente per accogliere quanti sono già in lista di attesa, e non potendo la Caritas diocesana fare di più al riguardo, è necessario che persone private, associazioni e istituzioni pubbliche facciano quanto è in loro potere per soddisfare, con iniziative complementari, almeno queste richieste supplementari, al fine di offrire a ciascuno un letto in cui riposare, sopratutto durante l’inverno.

 

Che cosa fa la Caritas verso quanti sono quanti sono dipendenti da alcolismo o droga?

La Caritas è disponibile a far curare, a proprie spese, quanti, a seguito di una visita medica adeguata, risultassero bisognosi di cure, nonché a finanziare programmi adeguati di recupero di queste persone, consentendo loro di accedere a strutture idonee ad hoc.

Oltre a gestire il dormitorio, la Caritas diocesana che cosa fa?
Si dedica ogni giorno ad ascoltare quanti si rivolgono agli uffici della Caritas, cercando insieme di risolvere, per quanto possibile, i loro problemi.
La Caritas quotidianamente e per 365 giorni all’anno si adopera affinchè tutti coloro che ne hanno bisogno, possano ricevere almeno un pasto completo al giorno. Questo avviene anche grazie alla disponibilità  dei Francescani del Convento di San Bonaventura di Frascati, che mettono a disposizione alcuni locali, e grazie ai vari volontari, che, provenienti anche dalle parrocchie della Diocesi, si alternano nell’assistenza e distribuzione dei pasti. Nell’estate poi, la mensa si trasferisce nei locali di una delle parrocchie della Diocesi.

Quali programmi ha per il futuro la Caritas diocesana?

I programmi della Caritas si adeguano man mano alle esigenze dei bisognosi che vivono nel nostro territorio, dando la precedenza alle famiglie povere, soprattutto quando i genitori hanno perso il posto di lavoro. In tal senso si cerca di dare una mano a pagare affitti, bollette luce, gas…Purtroppo le richieste stanno aumentando ogni giorno di più. E pertanto c’è bisogno dell’impegno solidale di tutti: persone private, associazioni varie, istituzioni pubbliche.

Verso le altre strutture caritative, pubbliche e private, presenti sul territorio, come si comporta la Caritas?

Essa desidera collaborare, in unità di intenti e di azione, con qualunque persona di buona volontà, associazione e istituzione pubblica e privata, purché ciascuno  metta al primo posto il servizio agli ultimi, e non altre finalità. Soltanto stando uniti e aiutandoci, gli uni con gli altri, riusciamo ad aiutare maggiormente il prossimo.

C’è qualche esigenza che è emersa ultimamente?

S’è fatta più forte la domanda di un dormitorio per alcune donne, che non sanno dove andare a dormire. Sarebbe bene che le istituzioni pubbliche e/o qualche associazione laica potesse farsi carico di tale esigenza, realizzando e gestendo un dormitorio, anche solo piccolo, per  alcune donne senza tetto.

Che cosa richiede il vicedirettore ai cittadini tuscolani?

Sento il dovere e direi anche la necessità di sollecitare uomini e donne a dedicare un po’ del proprio tempo settimanale ai centri d’ascolto parrocchiali o ai vari servizi presenti sul territorio a vantaggio dei poveri.
Chiedo inoltre la disponibilità di uomini volontari, che dedichino almeno una notte al mese all’accoglienza e al servizio dei senza tetto, che ogni notte alloggiano al dormitorio diocesano.
Abbiamo sempre bisogno di persone, piene di buona volontà, che diano la loro disponibilità a collaborare.

 

Quale augurio desidera porgere all'inizio del nuovo anno?

La Caritas diocesana anzitutto ringrazia, attraverso di me, di vero cuore quanti sono impegnati a servizio del prossimo, in particolare quello più bisognoso sia fisicamente che spiritualmente. Nello stesso tempo porge a tutti il più cordiale augurio di Buon  Anno, chiedendo al Signore la capacità e l’aiuto necessari per servire sempre meglio i più bisognosi.