Ogungbade 11 giugno ‘09

Carissimi AMICI,

sr.simona

 Siamo già nel mese di Giugno e credo che molti di voi tra poco andranno via per un po’ di vacanze cosi vi scrivo questa ultima lettera e poi ci ridiamo appuntamento a dopo l’estate? Va bene?

 Eccomi a voi con alcune scene della mia vita quotidiana qui in Nigeria.

Ebbene sì, da come potete vedere dalle foto le mie attività sono varie: passo dall’incontrare la gente nei villaggi e in ospedale, a spiegare come curare i bambini e prendersi cura di loro, a cucinare utilizzando la tradizionale cucina nigeriana (e immaginatemi mentre cerco di accendere il fuoco … )

Più passa il tempo (e passa velocemente visto che sono qui già da un anno!!) più mi sento “una” di questa gente con ilsr.simona desiderio profondo di “fare mio” alcuni aspetti del loro stile di vita così semplice, così essenziale, una vita in cui sto imparando a fidarmi della Provvidenza, della Parola del Signore: “ tanto più il Padre vostro darà a voi …”

Certo scopro le “ricchezze” dei poveri ma ogni giorno mi trovo anche a vivere situazioni in cui scopro alcune credenze, alcune tradizioni che stringono il cuore, che mi mettono in discussione, che mi fanno sentire l’urgenza di aiutare la nostra  gente a comprendere il valore della vita, l’urgenza a sensibilizzare alla cura della persona, parlare e spiegare che ci sono anche altri modi per curare le malattie non solo i metodi che da generazioni si tramandano …

Alcuni giorni fa è arrivato qui Q. un bambino di sei anni, con tutti e due i piedini ustionati, davvero una brutta ustione (vi evito la foto!), alla nostra domanda “cosa è successo?” ecco la risposta della mamma ed è quanto troviamo scritto dal medico nella cartella clinica:

“ La mamma e la nonna mettono il bambino nel fuoco con l’intenzione di fermare le convulsioni!”

 Amici, fermate il giudizio!

Anche io ci ho messo un po’ per capire e accettare che qui possano capitare queste cose …

Realmente per queste due donne era ed è il modo giusto per fermare le convulsioni … ci credono perchè è qualcosa che da secoli si tramandano, che i loro padri hanno loro insegnato: quando un bambino ha le convulsioni il fuoco le ferma, le manda via … ma non è l’unico metodo ne hanno diversi e anche gli altri non sono poi così migliori.

A noi, a me che mi trovo qui  cosa tocca fare davanti a questa realtà?

Certo prima di tutto fermare il giudizio, cercare poi di comprendere il perché, e poi con pazienza, tanta pazienza mettersi accanto alle persone non nell’atteggiamento del maestro ma di un fratello, di una sorella che vive con loro, in mezzo a loro.

Lo scrivo a voi amici per dirlo forse ancora una volta  a me stessa!!

sr.simonaSono felice di quello che faccio e di dove sono, amo la mia gente con la loro vita nei suoi lati belli e nei suoi lati più duri … per questo sento dentro di me la disponibilità a cercare di comprendere quelle realtà che a primo impatto mi feriscono e sono difficili da accettare.

“Dio è amore” mi vado ripetendo e ovunque siamo, qualunque cosa facciamo questa Verità ci illumina e ci dona il coraggio ma anche la gioia di uscire da noi stessi perché la vita dell’altro diventa più importante della nostra.

E tutti siamo chiamati a questo … è il Vangelo!

Amici carissimi,

vi ringrazio perché ricevo messaggi e aiuti da tanti di voi, il Signore che è Amore vi benedica

un grande abbraccio 

Sr. Simona, Ajoke!