Bondo: Il vescovo lancia un grido di allarme (25.03.2010)

vescovoIn un rapporto giunto all’ufficio del segretariato della Cenco (Conferenza Episcopale del Congo) il 23 marzo scorso, il vescovo di Bongo, Mgr. Etienne Ung’eyowum, presenta un quadro molto scuro e triste della situazione umanitaria e di sicurezza che la popolazione vive in questa parte della RDC (Repubblica Democratica del Congo), precisamente nella provincia orientale, nel distretto del Bas-Uele, territorio di cui ha la responsabilità ecclesiastica.

Infatti, è il primo viaggio pastorale di questo prelato cattolico dalla sua investitura l’8 Giugno 2008.

Ha visitato dunque cinque delle sei parrocchie della sua diocesi nella parte Est.

Si tratta delle parrocchie di Bambilo (tenuta dai Missionari Comboniani), Mbuma II, Bili, Api e Ango.

Egli ha segnalato che la popolazione è vittima della presenza dei Mbororo il cui bestiame saccheggia i campi e infetta le acque dei fiumi, gli attacchi dell’LRA (Esercito Rivoluzionario del Signore) e l’insicurezza dovuta ai cacciatori di frodo sia nazionali che stranieri.

Questa parte della RDC è dichiarata “zona rossa” per questa situazione che continua nel territorio di Ango ed è la popolazione che ne paga il prezzo alla vista e conoscenza del potere di Kinshasa.

Nel rapporto si può leggere: “Recentemente, un uragano ha distrutto le case e le scuole. A Ango la situazione è più drammatica ancora! La popolazione che è fuggita dal LRA ha fame. I raccolti sono stati presi dai ribelli ugandesi. E dovunque, mancano totalmente i medicinali. Ango, Dakwa e Bondo sono luoghi dove i bisogni umanitari sono urgenti. Nonostante queste sofferenze, il popolo di Dio vive la sua fede nella dignità e nella speranza di un giorno tranquillo.”

Domanda di non essere abbandonato dalla chiesa, la nazione congolese e la comunità internazionale.